
Al convegno sottolineata la necessità di capire la dimensione del cambiamento in Toscana anche per gli aspetti psico-sociologici. In 6 anni + 135.000 lavoratori precari.
In una società che passa dalla rigidità del lavoro più forte d'Europa ad una flessibilità vicina al modello americano i contraccolpi investono anche gli aspetti sociologici e psicologici degli individui. Il fenomeno pesa per i suoi numeri anche in Toscana - l'ha ricordato il presidente del Consiglio regionale, Riccardo Nencini -, intervenendo al convegno scientifico, organizzato assieme all'International Foundation Erich Fromm su "Trasformazioni del mondo del lavoro, nel passaggio da società post-industriale a società della comunicazione e del commercio globale".
In 6 anni, dal 1997 al 2002, i lavoratori precari sono cresciti di 135.000 unità, passando da 142.000 a 277.000, con quasi il 100% di incremento. Un'accelerazione dei mutamenti del mercato del lavoro - ha fatto notare Nencini - che produce insicurezza, permanenza in famiglia dei giovani, carenza di assunzioni di responsabilità per impegni durevoli.
"Rispetto a questo fenomeno - ha dichiarato il presidente dell'Assemblea toscana - le istituzioni devono dotarsi di strumenti affinché l'impatto della flessibilità non risulti troppo violento. Il nuovo Statuto regionale può stabilire dei principi durevoli nel tempo per fornire garanzie soprattutto nel settore dell'informazione e della conoscenza, per assicurare a tutti il diritto alla formazione continua".
L'obiettivo del convegno - ha spiegato il presidente dell'International Foundation Erich Fromm, Ezio Benelli - è la visione acritica, nel senso non giudicante del fenomeno. "La società moderna - ha continuato - è poco osservatrice e riflessiva. Privilegia 'il gesto' o il 'sintomo', invece che la storia che porta al gesto o le cause che portano al sintomo. Non è abituata a capire ed a seguire l'evolversi di un fenomeno e spesso si ferma a ciò che appare il quel momento".
Per raggiungere il risultato - secondo i membri della Fondazione (nata a Firenze 20 anni fa) - occorre stimolare l'integrazione delle varie discipline: psicologia, antropologia, filosofia, sociologia, economica e politica, secondo il metodo dell'analisi neutrale di Erich Fromm. "La psicoanalisi umanistica - ha detto Benelli- può aiutarci a capire che ciò che ci appare in quel momento della nostra vita non è definitivo ma può essere modificato per raggiungere un equilibrio mobile". All'incontro sono intervenuti numerosi accademici delle Università di Siena e Firenze, i rappresentanti dei sindacati Cgil, Cisl e Uil e l'assessore alla politiche del lavoro del Comune di Firenze. (G. di I.)