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PSICOANALISI NEOFREUDIANA

A cura dell' International Foundation Erich Fromm
Periodico quadrimestrale
anno XX numero 1
Registrato al Tribunale di Prato il 01/06/1988 al n. 133
Comitato Scientifico - Coordinatore: Irene Battaglini

Stampato in proprio - diffusione via Web
Direttore Responsabile: Ezio Benelli
Editing: Irene Battaglini
Polimnia - Musa della narrazione

EDITORIALE

Sono trascorsi molti anni dall'ultima pubblicazione (allora cartacea) di Psicoanalisi Neofreudiana.

In questi anni di silenzio, non abbiamo mai smesso di lavorare all'idea di tornare a pubblicare.

Sospendiamo temporaneamente il giudizio sulle ragioni che ci indussero alla sosta, forzosa, e al cogente silenzio.

L'opportunità di utilizzare la rete, ci ha fornito la motivazione operativa sufficiente a decidere di rimettere in circolazione quelle idee e quelle riflessioni che potevano sembrare sepolte, inutili o ridondanti.

Mantenere il titolo della Rivista "Psicoanalisi Neofreudiana", titolo che oggi può sembrare anacronistico, ci è sembrato un atto dovuto, dal momento che si tratta di un fatto, il pubblicare oggi su web, che sancisce una continuità e non certo di un salto verso un evento non programmato.

Il salto potrebbe essere letto in chiave evolutiva: tutti i sistemi viventi e organizzati, raggiunto un picco di funzionalità, sono deputati a riadattarsi all'ambiente circostante che è evidentemente mutato; non di rado possono anche destinarsi alla conclusione, ma di fatto, se dotati di risorse sufficienti e di buona struttura, possono talvolta, come sta succedendo a noi, alla nostra rivista e anche alla nostra organizzazione, trovare un rinnovato assetto e iniziare un nuovo cammino nel mondo.

Il principio organizzatore di una Rivista evidentemente può essere la necessità di diffondere e difendere il suo prodotto, le informazioni.

Nella fattispecie, si tratta di informazioni di taglio squisitamente psicoanalitico. Potrebbe dirsi obsoleta la psicoanalisi neofreudiana agli occhi dei meno avvezzi all'opera di integrare e di comparare.

I percorsi che a partire dalla nascita del movimento neofreudiano ci hanno portato alle prospettive attuali intersoggettive che si sono andate generando, anche per partenogenesi, dalle varie correnti della psicoanalisi (le teorie degli interpersonalisti, le relazioni oggettuali, la Psicologia del Sé, le matrici relazionali del Sé di Mitchell, fino alla teoria dell'Attaccamento e muovendo verso i modelli integrati plurifattoriali e multidimensionali), possono anche indurre a ritenere il termine "neofreudiano" superato e vetusto.

Inoltre se si dovesse con una indagine retrodatata andare a rivedere le posizioni teoriche iniziali, si vedrebbe come la distanza epocale tra la psicoanalisi degli anni trenta e l'interpersonalismo di Sullivan, per arrivare alle attuali teorie della Developmental Psychopatology, si sia oltremodo ridotta grazie al cambiamento di prospettiva, che tende a rimettere in gioco le forze integrative e a porre i fatti psicologici in ottica multidimensionale, e non si gioca quindi a esiliare, a ripartire, a contingentare, a costruire compartimenti stagni che non permettano il cambiamento e la permeabilità, la diversità, la contaminazione.

Riteniamo, e questo va in qualche modo ribadito, che l'evoluzione attuale della psicoanalisi sia per la gran parte da accreditarsi al movimento neofreudiano, che con il suo spirito di innovazione, di rottura degli schemi e di propensione al cambiamento, ha dato vita, "ascoltando", accogliendo e appoggiando, ma al tempo anche costruendosi grazie a questi una maggiore struttura e individuandosi come movimento, gli autori che ebbero il coraggio di diversificarsi dalla psicoanalisi ortodossa.

Lo spirito della Rivista "Psicoanalisi neofreudiana" ricalca in qualche modo questa modalità: saper dare spazio a coloro che abbiano da proporre idee, riflessioni, comunicazioni, che arricchiscano il dibattito, che contribuiscano alla vita di una organizzazione che si pone con un relativismo buono, una sorta di base sicura dalla quale allontanarsi per escursioni ed esplorazioni che permettano la reciproca trasformazione, senza per questo dimenticare o sorvolare sugli aspetti fondanti, determinanti l'identità.

Necessariamente è una creatura, quella che va sotto il nome di Rivista, che investiga e si determina nel corso della sua vita psicologica, sopra e attraverso le linee di confine, utilizzandole non per categorizzare opposti, ma per narrare differenze, sogni, fondamenti, nostalgie, evocazioni. La narrazione è per la Rivista lo strumento principe della discussione e il momento cruciale dell'espressione.

Architrave e leggerezza della narrazione poggiano, liberandola dalla posizione archetipica e rendendola finalmente accessibile, sulla musa cara agli psicoanalisti, Polimnia, ("colei che è ricca di inni"), la cui effigie, tratta da una pittura romana conservata presso il Museo di Cortona, abbiamo scelto in forma di moderno logo quel che un tempo si sarebbe detta imago, perché possa col suo sacro canto tener franca la zona ove si possano incontrare l'uomo e il dio, il tempio. Il tempio quale luogo dei molti luoghi, tutti intersecantisi, dell'analisi, della trasformazione, della conoscenza e della cura, dell'interpretazione dei fatti umani.

Il comitato scientifico, in fase di costituzione, coordinato dal Dottor Paolo Cardoso, valuterà i lavori da pubblicare con sistematicità e imparzialità.

Quale articolo iniziale, in questo primo numero, apriamo con il primo articolo pubblicato negli anni 80: "La nascita del movimento neofreudiano".

Daremo spazio nei numeri speciali a seguire, agli articoli presentati nei convegni organizzati nel corso degli anni.

 

Ezio Benelli
Direttore responsabile

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