Soglia
Astrolabio d’acqua, Utrecht
Andrea Galgano
Non era la città
che cercavo nell’acqua,
ma il movimento segreto
della canapa del cielo
che trattiene l’astrolabio
dei canali.
Il quarzo
apre noviluni schiusi
e l’Oudegracht trascina
salici naufraghi sulle cantine,
sigilli di nebbia
e sogni di erba sommersa.
Gli alfabeti delle pietre
sono memorie illuminate, stagioni
rovesciate, dispersione chiara
del vento.
Ti attraversano
la pioviggine dei ponti,
la traccia leggera delle bici, la torre
e i tigli che consumano lune verdi
come isole di chiarore.
Sei astro disperso
come grano tra le rive.
Quando siamo stati sotto la cenere
in attesa dei temporali,
il sole era uno straniero
di campane bagnate.
Il cielo
ritrova lentamente
la forma della pioggia.
